Stemma del Comune di Montecchio Emilia
Comune di
Montecchio Emilia
 

CRONISTORIA MONTECCHIESE

Principali eventi della storia montecchiese dalla nascita al primo dopoguerra

V sec. - Si forma il vico che si denomina "Monticulo Montiglio". 781 - Diploma di Carlo Magno in cui si parla di Villa Monticulo.
822 - Il vescovo di Reggio Norberto concede in enfiteusi a Giovanni e Standelberga "de vico Montiglio" case, campi, ecc.
903 - Il vescovo Pietro acquista un fondo posto in "Villa Montiglio".
920 - Il vescovo Tredolfo vi compra alcune terre.
991 - Prangarda moglie del marchese Manfredo del fu Arduino vende un fondo al diacono della Pieve del Borgo di S. Donnino.
1028 - Il vescovo di Reggio Tenzone cede in enfiteusi a Giovanni Diacono, di Montecchio, alcuni terreni posti nel fondo "Montiglio" in luoghi detti Aiola e Pecorile.
1039 - Bonisenda del fu Petrone da Montecchio dona case e terre alla Chiesa S. Maria e S. Michele di Reggio.
X sec. - Non fu più "vico" ma "villa".
1113 - Costruzione prime difese del Castello.
1144 - Gli "homines de Monticulo", cioe gli Arimanni, si presentano alla Contessa Matilde per lamentarsi dei ministri suoi e di quelli del vescovo di Parma.
XII sec.- Montecchio non è ancora un "castrum".
1210 - Montecchio con la sua corte, viene confermato da Ottone IV, di proprietà del vescovo.
1220 - Il Papa ordina al comune di Parma che fossero restituite alla mensa episcopale le terre usurpate, fra le quali Montecchio. Dato che questo non è accettato, emana la scomunica contro Podestà e consiglio di Parma.
1221 - Il comune accettò di annullare gli statuti contro la libertà del clero e restituì al Vescovo la giurisdizione di Montecchio.
1233 - Indicata la chiesa di S. Donnino come "plebs di Monticulo".
1245 - L'imperatore abroga la composizione del 1221 e tutti i diritti su Montecchio tornano al comune di Parma.
1247 - Parma viene rioccupata dai Guelfi, ma Montecchio e i Vicedomini restano fedeli all'imperatore.
1259 - In un Capitolo viene nominato il "castrum vetus de Monticulo".
1285 - La pace viene infranta dal Podestà di Parma, che brucia per rappresaglia le case di Marchisio e di Conforto di Montecchio.
1296 - Azzo d'Este, signore di Modena e Reggio, occupa Montecchio, per ritorsione di castelli presi dai parmigiani.
1317 - Montecchio come molti altri castelli si ribella a Gilberto da Parma.
1333 - Montecchio è sotto Matteo da Montecchio, figlio di Buonaccorso Vicedomini.
1334 - I Signori della Scala danno a Tommasino delle truppe a cavallo, che devono aiutare i ribelli a razziare il comune di Parma.
1344 - Vi alloggiano Obizzo d'Este e i suoi dopo essere caduti in un'imboscata tesa loro da Gonzaga e Visconti.
1346 - Per il favore ricevuto, Obizzo d'Este concede ai Vicedomini benefici e potere sulle zone circostanti.
1348 - Obizzo d'Este cede il paese ai Visconti che tolgono il comando ai Vicedomini per darlo a un Vicario.
1356 - Luchino Visconti fortifica a tal punto che, rifugiatosi con le sue truppe in rotta, il nemico estense non osa attaccarlo.
1358 - Tommasino Vicedomini, che era ancora nel castello, fu sospettato di voler tradire i Visconti e impiccato.
1394 - I Visconti donano il castello ad Alberigo da Barbiano.
1403 - Alberigo restituisce il castello ai Visconti.
1403 - Il castello viene affidato a Ottobono e Giacomo Terzi. Il primo costrinse 150 lance veneziane comandate da Gherardo Alighieri ad arrendersi in una battaglia avvenuta poco lontano dal castello.
1411 - A seguito di varie guerre finisce in mano agli Estensi che lo danno a Muzio Attendolo Sforza, per i suoi servigi.
1420 - Torna terra parmense sotto Filippo Maria Visconti.
1426 - Uguccione Contrari lo assedia con tali forze da costringere Montecchio alla resa senza tentare alcuna resistenza. Il paese ritorna così agli Estensi.
1427 - Lavori di riparazione della Rocca affidati ad Agnolo da la Pergola.
1438 - Il paese ha un proprio statuto. Tale statuto fu ribadito da Leone d'Este nel 1441.
1442 - Lionello d'Este concede stemma e stendardo.
1437/40 - Il marchese Niccolò d'Este dà disposizione per mettere in buona efficienza la Rocca.
1450 - Borso d'Este regna su Montecchio fino al 1471.
1475 - Il duca Ercole conferma l'autonomia al Comune.
1482 - Guido Torelli di Montechiarugolo occupa Montecchio; durante la sua dominazione si ha l'episodio della Madonna dell'Olmo.
1486 - Senza battaglie fu ripreso dagli Estensi alla fine di marzo.
1487/93 - Costruzione dell'oratorio della B.V. dell'Olmo e Convento Padri Serviti.
1505 - Alfonso I conferma l'autonomia del Comune.
1512 - Cade in mano al Papa. Perde l'autonomia, ma viene ad essere in una posizione differente rispetto agli altri comuni: è soggetto solo alla Cura romana.
1518 - E' donato al capitano Ludovico Rangoni. Questa mossa viene fatta per impedire che esso cada sotto il comune di Reggio Emilia.
1523 - Rioccupato dagli Estensi. Rangoni è incarcerato, appena esce va a Roma per riavere il castello. Il Papa glielo concede e con l'aiuto del fratello Guido, Ludovico Rangoni lo riottiene. Tuttavia nel 1527 con la ripresa della guerra Estensi-Papa, ritorna in mano Estense.
1523 - Alfonso I lo dona a Don Alfonso Estense suo figlio e col testamento il Duca lo costituisce feudo privilegiato per i cadetti della sua casa.
1547/1550 - L'Estense vorrebbe demolire le mura della fortezza, ma successivi eventi lo portano a ricomporre il caposaldo.
1551 - Per un gioco di alleanze finisce in mano a Ferrante Gonzaga, in seguito a una guerra franco-spagnola. Ferrante promette di restituire il castello, a guerra conclusa, agli Estensi.
1557 - Il I ottobre Ottavio Farnese ne chiede la resa e i capitani della fortezza, con solo 300 uomini, accettano.
1558 - Ai primi di gennaio l'Estense, che da tempo compiva azioni di disturbo nei pressi, approfittando della stanchezza delle truppe del Farnese in Montecchio, lo conquista dopo una lunga battaglia.
1569 - L'imperatore d'Austria eleva Montecchio a Marchesato.
1596/600 - Vengono fabbricati la Chiesa di S. Donnino e il campanile.
1614 - Un censimento dichiara che la popolazione del luogo è di 3890 persone.
1615/63 - Costruzione dell'ospedale.
1635 - Luigi Estense e gli Spagnoli cacciano i Francesi da sotto le mura montecchiesi fino a Parma.
1663 - Nella Rocca vi sono 200 fuochi e 600 soldati con 35 cavalli.
1752 - Presso la Galleria del Castello viene allestito il Teatro.
1798 - Fu elevato a capoluogo di Distretto, comprendente Barco.
1799 - Restaurazione da parte dei Tedeschi e immediato ritorno dei Francesi, non si registrano in Montecchio né battaglie né resistenza. Tale situazione, con ritorni degli uni e degli altri, perdurò fino al 1514.
1813/23 - Costruzione del Porticato della Piazza.
1815 - Montecchio è dichiarato Comune di II rango coi territori degli ex comuni di Barco, Bibbiano e Cavriago.
1821 - Dopo 5 secoli di fedeltà agli Estensi, gli abitanti di Montecchio compresero le necessità di rinnovamento politico. Gran parte degli intellettuali del paese aderirono alle Società Segrete. Così con i moti e le repressione operata da Francesco IV si ebbero processi e vittime.
1822 - Costituzione Banda Filarmonica.
1827 - A Montecchio si unirono i terri-ori di S.Ilario e Calerno; la popolazione raggiunse i 15.700 abitanti.
1848 - Tutti i Comuni del reggiano aderiscono alla lotta contro l'Austria a fianco di Carlo Alberto. Da Montecchio partono 60 volontari.
1859 - Durante la II guerra di indipendenza si trovano montecchiesi un po' in tutti i corpi che combattono l'Austria. Con la vittoria si ebbe la ristrutturazione: il Comune di Montecchio fu ridotto ad Aiola, Costa, Piazza Bassa, Pozzoferrato, e Casoni. Tuttavia fu nominato Capoluogo di Mandamento.
1884 - Per aiutare industria ed agricoltura locali, venne istituita la Banca di Montecchio.
1892 - La Banda Filarmonica consegue il secondo premio al Concorso Bandistico di Genova.
1897 - Si costruisce il ponte sul torrente Enza.
1901 - Si realizza la ferrovia a vapore Parma - Montecchio.
1909 - Si inaugura la ferrovia Reggio - Montecchio.
1937 - Costruzione delle scuole Elementari.
1940/45 - Non ci furono a Montecchio grosse distruzioni se si escludono i bombardamenti al ponte sull'Enza. Durante la Resistenza ci furono scontri fra nazifascisti e GAP con morti da entrambe le parti. I martiri della Resistenza che Montecchio ricorda sono: Iones del Rio, Ettore Gilli, Lodovico Landini, Giovanni Bertani, Giuseppe Marmiroli, Giulio Rovacchi e Luisa Minardi.  
 


Ultimo aggiornamento: 26/08/13