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Montecchio Emilia
 

IL SINDACO DI MONTECCHIO EMILIA PAOLO COLLI NUOVO PRESIDENTE DELL'UNIONE VAL D'ENZA

Nuovi servizi in gestione associata, politiche innovative dei servizi sociali e per la sicurezza. Questi i principali punti del programma di mandato.

Nella seduta del Consiglio dell’Unione Comuni Val d’Enza di martedì 14 Aprile si è proceduto all’elezione del nuovo Presidente dell’Unione, in sostituzione del Sindaco di Canossa Enzo Musi che ha lasciato l’incarico in previsione dell’imminente scadenza elettorale del proprio Comune.
Il Consiglio dell’Unione ha eletto Presidente il Sindaco di Montecchio Emilia Paolo Colli: la votazione, a scrutinio segreto, ha registrato 20 voti a favore e 3 schede bianche.


“L’UNIONE FA LA FORZA”.
Nuovi servizi in gestione associata, politiche innovative dei servizi sociali e per la sicurezza: il programma di mandato dell’Unione dei Comuni Val d’Enza presentato dal nuovo Presidente Paolo Colli

Prima delle sua elezione a Presidente dell’Unione dei Comuni Val d’Enza il Sindaco di Montecchio Emilia Paolo Colli ha illustrato il programma di mandato, condiviso con tutti i Sindaci.
Il programma evidenzia la volontà di tutti gli 8 Comuni di “investire sempre maggiormente sullo strumento dell’Unione” per una più efficace e razionale gestione dei servizi e per l’attuazione di importanti progetti sul territorio, anche in virtù delle sempre più difficili condizioni della finanza locale.
Il documento sottolinea inizialmente come la Val d’Enza, con i suoi quasi 63.000 abitanti, abbia negli ultimi anni compiuto un percorso di tutto rispetto nello sviluppo dei conferimenti all’Unione. Sono infatti allo stato attuale già 7 i servizi gestiti in forma associata: polizia municipale, protezione civile, ufficio di piano e programmazione socio-sanitaria, servizio sociale integrato, coordinamento politiche educative, servizio informatico, ufficio appalti e centrale unica di committenza.
Tale dote di conferimenti costituirà la base da cui partire per portare a termine nuovi, importanti obiettivi di gestione associata quali la costituzione di un Ufficio unico per la riscossione coattiva  (che si occuperà per conto degli 8 Comuni della riscossione forzosa di tutti gli insoluti di carattere patrimoniale e tributario), di un Ufficio accentrato per la gestione del personale, e di nuove modalità gestionali (Aziende speciali) per i servizi alle persone sia nel campo dell’assistenza socio-sanitaria agli anziani che nel settore dei servizi prescolari.
Su 2 ‘focus’ particolari si è poi concentrata l’esposizione programmatica:
1. le politiche per la sicurezza, per dare attuazione alla volontà dei Comuni di cercare di fornire risposte, anche innovative, ad una domanda che sale con forza dalle cittadinanze. Colli ha ricordato che occorre sul tema avere un approccio che tenga conto delle competenze che spettano ai diversi organi dello Stato, sottolineando che i Comuni possono occuparsi delle azioni di prevenzione sul territorio. In tal senso è stato ribadito l’impegno all’ incremento della dotazione di personale della polizia municipale, alla sempre più stretta collaborazione con le forze dell’ordine, e all’ investimento in strumenti tecnologici fortemente innovativi quali le ‘telecamere intelligenti’  per le quali è in corso una prima sperimentazione e che a breve verranno installate, in un primo step di progetto, nell’intera Val d’Enza.
Ma non solo. I Sindaci infatti hanno deciso di avviare sul territorio la sperimentazione di forme di collaborazione con la cittadinanza quali gli ‘assistenti civici’ previsti dalla legislazione regionale.
2. le politiche dei servizi sociali, il cui recente completo conferimento all’Unione ha consentito di dotarsi delle competenze differenziate e specialistiche indispensabili per affrontare le problematiche complesse delle società attuali. Colli ha ricordato come i servizi sociali della val d’Enza siano per capacità organizzativa e di azione innovativa presi ad esempio dalla Regione Emilia-Romagna. Ed ha sottolineato come siano due i filoni più significativi su cui si sta rimodulando la loro azione: le attività di sostegno alla condizione minorile e l’approccio comunitario, inteso quale ricerca della costruzione di ‘reti territoriali’ che implichino il coinvolgimento delle famiglie, delle associazioni e la responsabilizzazione degli individui, superando gli approcci assistenziali tradizionali.
Il neo Presidente ha infine ribadito l’attenzione e l’impegno assoluto alle tematiche della legalità, “che per definizione implica prima di tutto l’approfondita conoscenza e il rispetto delle leggi vigenti”, ed ha proposto di avviare un’azione di condivisione del programma dell’Unione anche all’interno dei singoli Consigli Comunali.
Perché, ha concluso, nelle condizioni attuali “l’Unione fa la forza, e nell’interesse dei cittadini che rappresentiamo siamo tenuti a progredire con decisione nella gestione associata dei servizi e nella programmazione coordinata dello sviluppo delle nostre Comunità”.
 

Ultimo aggiornamento: 29/04/15